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Il punto sull’economia: azioni e obbligazioni – 3

Conosciamo la differenza tra azioni e obbligazioni?

Investimenti senza rischi non esistono. Nemmeno i titoli di stato, in assoluto, sono esenti da rischi. Si è visto con i bond argentini e quelli della Grecia. Tuttavia esiste una gradazione nel rischio che ci si assume investendo su uno strumento finanziario piuttosto che su un altro. Escludendo i prodotti di punta, molto sofisticati – derivati, credit default swap – le azioni sono senza dubbio tra gli strumenti da considerare con prudenza.

Comprando azioni o obbligazioni emesse da una società, si prende sempre una posizione sull’andamento dell’azienda in cui si investe. Tuttavia le logiche sono differenti.

Nel caso estremo di fallimento della società, le azioni sono “perse” perchè non danno alcun titolo di credito. Al contrario, le obbligazioni vengono ritenute titolo di credito e partecipano quindi alla ripartizione di quanto recuperabile con la liquidazione della società.

A parte situazioni patologiche, anche in condizioni normali, azioni e obbligazioni sono differenti.

Con le azioni si può guadagnare o perdere molto. Con le obbligazioni – se si conservano in portafoglio fino alla scadenza – sì è garantiti sul rimborso del capitale nominale. In questo caso, il “guadagno” è costituito dagli interessi.

Il capitale nominale, in caso di obbligazioni, è sempre dato 100. Quindi se si acquistano obbligazioni ad un prezzo inferiore si guadagna anche in conto capitale a scadenza. Viceversa. Si perde sul capitale se si acquistano i titoli ad un prezzo superiore a 100.

Nel caso delle azioni, invece, non c’è alcuna garanzia sul recupero del capitale investito, nè certezze sul poter comperare al prezzo minimo.

Con le azioni si guadagna in due modi.

O si rivendono le azioni ad un prezzo più alto di quello di acquisto o incassando periodicamente i dividendi se la società produce utili.

La parte di utili che viene distribuita si chiama pay out.

Normalmente le società trattengono una parte di utili per “autofinanziarsi”. Ecco perchè il pay out non è quasi mai il 100%.

Invece, il dividend yeld è il rapporto tra il dividendo unitario e il prezzo dell’azione. Il dividend yeld fornisce una indicazione del rendimento del titolo sulla base della sola cedola.

Quello che viene pubblicato dai giornali è calcolato sulle ultime quotazioni di borsa. Per l’investitore, però, conta tuttavia il “prezzo di carico”, cioè il prezzo a cui sono state effettivamente comperate le azioni.

Chi compera per tenere azioni nel portafoglio per qualche anno, conta soprattutto sui dividendi. E’ chiaro quindi che alcuni settori sono più redditizi di altri. Però il grosso del guadagno deriva dal cosiddetto capital gain.

Se la società è già quotata in borsa l’andamento del titolo è influenzato dal suo stato di salute e dalle prospettive future dell’azienda. Ma anche le dinamiche del settore a cui appartiene influenzano l’andamento dlele borse.

E’ bene ricordare, inoltre, che le performance positive non garantiscono che il titolo possa continuare a salire allo stesso ritmo del passato. A volte si verificano strappi vistosi che paiono senza giustificazioni apparenti.

Anche se la crescita non può essere infinita, una buona performance del titolo indica che la società è apprezzata dal mercato.

Qui si pone una differenza sostanziale tra azioni e obbligazioni.

Quando un bond societario offre rendimenti molto alti questo deve considerarsi un segnale di allarme che indica il rischio di un’azienda con debiti elevati.

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